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Rose Auslšnder

 

Rosalie Beatrice Ruth Scherzer, nasce a Czernowitz l’11 maggio 1901 in una famiglia ebrea. Sempre a Czernowitz la poetessa completa gli studi primari e intraprende quelli liceali che poi completa a Vienna, città nella quale la famiglia si trasferisce dopo un periodo trascorso a Budapest, dove l'intera famiglia si è rifugiata nel 1911, poco prima dello scoppio del primo conflitto mondiale.

Tornata a Czernowitz nel 1920, quando la città ormai è già parte del territorio romeno, Rose intraprende gli studi universitari con indirizzo letterario-filosofico, ma li interrompe nello stesso anno in seguito alla morte del padre e all'aggravarsi delle condizioni di povertà in cui versa la famiglia. Un anno dopo, su consiglio della madre, lascia l'Europa in compagnia del collega di studi Ignaz Ausländer ed emigra in America.

A Minneapolis lavora come aiuto redattore per il settimanale «Westlicher Herold», per il quale, sulle pagine del calendario annuale, appaiono anche le sue prime poesie.

Quando nel 1922 si trasferisce a New York, lavora dapprima come impiegata di banca e in seguito come giornalista.

Nel 1923 sposa Ignaz Ausländer assumendone il cognome. Il matrimonio ha tuttavia breve durata e nel 1926 la coppia divorzia. Nello stesso anno Rose ottiene la cittadinanza americana.

Nel 1927, e poi nuovamente nel 1931, fa ritorno in Bukowina per prendersi cura della madre malata. Durante la sua seconda visita conosce il grafologo Helios Hecht, con il quale vive fino al 1936 a Czernowitz, lavorando sia presso la redazione della rivista «Der Tag» che in quella del «Czernowitzer Morgenblatt». Insieme sbarcano il lunario impartendo lezioni di lingua inglese. Le poesie di quegli anni appaiono su numerose riviste e antologie.

La sua assenza dall’America per più di tre anni le causa la revoca della cittadinanza, e dopo la fine della sua relazione l’autrice emigra a Bukarest.

Nel 1939 pubblica a Czernowitz il suo primo volume di poesie dal titolo Der Regenbogen che, nonostante il grande successo di critica, non ha grande riscontro di pubblico.

Nel 1941, per sfuggire alla deportazione, si rifugia con la madre nel ghetto di Czernowitz. Lì incontra Paul Celan, la cui amicizia avrà grande influsso sullo stile della poetessa, che riuscirà finalmente a liberarsi del suo tono classicheggiante ed espressionista.

Nella primavera del 1944 l’armata rossa marcia su Czernowitz e Rose Ausländer lascia di nuovo il paese alla volta dell’America, si stabilisce a New York.

Le vessazioni e la dura vita di quegli anni di conflitto e persecuzione antisemita hanno sortito un influsso molto negativo sulla vita pubblica e privata della poetessa che, delusa dalla storia e turbata nella psiche, prende a scrivere in lingua inglese per tornare al tedesco solo nel 1956, un anno prima di incontrare nuovamente Paul Celan, a Parigi.

Il suo secondo volume di poesie Blinder Sommer viene pubblicato nel 1965, questa volta con grande successo.

Nel 1966 Rose Ausländer ritorna in Germania e, pur non conoscendo la lingua italiana, si reca più volte in Italia, in particolar modo a Venezia, che la affascina per la sua atmosfera.

Rose Ausländer muore a Düsseldorf il 3 gennaio 1988 a causa di una grave forma di artrite di cui soffriva già dal 1978. Impossibilitata a scrivere di proprio pugno i suoi testi, li detta fino a pochi giorni prima della morte.

La poetessa riceve nel corso della sua vita numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali ricordiamo il premio letterario Gandersheimer del 1980 e la croce al merito della repubblica federale tedesca del 1984.

 

Opere (scelta)

  • Der Regenbogen, poesie, 1939
  • Blinder Sommer, poesie, 1965
  • 36 Gerechte, poesie, 1967
  • Inventar, poesie, 1972
  • Ohne Visum, poesie e prosa, 1974
  • Andere Zeichen, poesie, 1975
  • Gesammelte Gedichte, poesie, 1976
  • Noch ist Raum, poesie, 1977
  • Doppelspiel, poesie, 1977
  • Es ist alles anders, poesie, 1977
  • Mutterland, poesie, 1988
  • Es bleib noch viel zu sagen, poesie, 1988
  • Im Aschenregen die Spur deines Namens, poesie e prosa, 1984
  • Die Sichel mäht die Zeit zu Heu, poesie, 1957- 1965
  • Der Traum hat offene Augen. Unveröffentliche Gedichten 1965-1978, poesie
  • Treffpunkt der Winde, poesie, 1991
  • Denn, wo ist Heimat, poesie, 1994
  • Die Nacht hat zahllosen Augen, poesie, 1994
  • Der Mohn ist noch nicht rot, poesie, 1994
  • The forbidden tree, poesie, 1995
  • Italien mein Immerland. Gedichte, poesie, 1994
  • Briefe mit Rose Ausländer, epistolario con Alfred Kittner, 2006
  • "Meine liebe Frau Ratjen ...Grüße auch an Wolfi" Briefwechsel, epistolario con Ursula e Wolfgang Ratjen, 1997

 

Traduzioni in italiano

  • Arcobaleno. Motivi dal ghetto e altri, Genova, 2002
  • Poesie scelte, Parma, 2004

 

Scelta bibliografica

  • Behre, Maria,  Eva, wo bist du?: Wirkungsmacht des Weiblichen im Werk Rose Ausländers, Berlin, 2005.
  • Bower, Kathrin M., Ethics and remembrance in the poetry of Nelly Sachs and Rose Ausländer, Rochester, NY, 2001.
  • Braun, Helmut, "Ich bin fünftausend Jahre jung". Rose Ausländer - zu ihrer Biographie,  Stuttgart, 1999.
  • Firges, Jean, Rose Ausländer. Ich, Mosestochter. Gedichtinterpretationen, Annweiler, 2001.
  • Gans, Michael (Hg.), "Wörter stellen mir nach - ich stelle sie vor": Dokumentation des Ludwigsburger Symposiums 2001 "100 Jahre Rose Ausländer", Baltmannsweiler, 2001.
  • Hainz, Martin A., Entgöttertes Leid. Zur Lyrik Rose Ausländers unter Berücksichtigung der Poetologien von Theodor W. Adorno, Peter Szondi und Jacques Derrida, Wien, 2008.
  • Klanska, Maria,  Zur Identitätsproblematik im Schaffen Rose Ausländers, in K. Lasatowicz (Hg.), Opole Nationale Identität aus germanistischer Perspektive, Opole, 1998
  • Kristensson, Jutta, Identitätssuche in Rose Ausländers Spätlyrik: Rezeptionsvarianten zur Post-Schoah-Lyrik , Frankfurt am Main / Berlin / Bern / Bruxelles / New York / Wien, 2000.
  • Merkt, Hartmut, Poesie in der Isolation: deutschsprachige jüdische Dichter in Enklave und Exil am Beispiel von Bukowiner Autoren seit dem 19. Jahrhundert; zu Gedichten von Rose Ausländer, Paul Celan und Immanuel Weißglas, Wiesbaden, 1999.
  • Rose Ausländer-Stiftung (Hg.), Gebt unseren Worten nicht euren Sinn”: Rose Ausländer-Symposium, Düsseldorf 2001, Köln, 2001.
  • Silbermann, Edith, Erinnerungen an Rose Ausländer. Zum 100. Geburtstag der Dichterin am 11. Mai 2001, in «Zwischenwelt. Zeitschrift für Kultur des Exils und des Widerstands», 18, 2001,  Nr. 2 (Doppelheft).
  • Vogel, Harald, Rose Ausländer – Hilde Domin: Gedichtinterpretationen, Baltmannsweiler, 2004.

 

Sitografia

http://www.ursulahomann.del

http://www.roseauslaender-stiftung.de

http://www.fembio.org

http://www.literaturepochen.at

http://www.tierradenadie.de

http://www.bibliomanie.it

http://www.judentum-projekt.de

http://www.freitag.de

http://www.katz-heidelberg.de

http://www.drag.ch

http://www.bautz.de

http://www.tierradenadie.de 

 

 

(foto: http://www.rosadora.de )

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